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'Tiger's Blood'

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'Tiger's Blood'

Brandon Flowers

Island Records Italy

Brandon Flowers - 'Tiger's Blood'

Brandon Flowers dei The Killers, uno dei cantautori più influenti dell'era moderna, ha pubblicato venerdì 21 agosto “THRASHER”, il suo primo album solista dopo oltre un decennio, contenente il nuovo singolo “Tiger’s Blood” disponibile per la rotazione radiofonica. 
Insieme all’album, Brandon Flowers ha presentato anche il video live di “Does It Ever Cross Your Mind?”, brano d’apertura del disco.

Registrato a Nashville nello storico RCA Studio A con i produttori di lunga data Shawn Everett e Jonathan Rado, “THRASHER” riunisce alcuni tra i più affermati musicisti della scena di Music City. Tra loro, il chitarrista David Rawlings, il celebre pedal steel player Bruce Bouton e il leggendario armonicista Charlie McCoy, il cui stile inconfondibile impreziosisce tutti i quattro iconici album di Bob Dylan registrati a Nashville. L’album affonda le proprie radici nei ricordi e nelle esperienze che hanno segnato la crescita dell’artista nella piccola città di Nephi, nello Utah, dando vita a un sound autentico e senza tempo, perfetto per accompagnare la dimensione più intima, personale e vulnerabile della sua scrittura.

Conosciamo tutti la storia, appropriatamente mitologica: un uomo cresciuto nel luccichio squallido dei casinò, destinato a diventare una rockstar. Ma prima di tutto ciò, Brandon Flowers era un adolescente in una piccola città dello Utah, affascinato dalla new wave, dal post-punk e dal Britpop che suo fratello gli aveva fatto conoscere, eppure passava altrettanto tempo a guidare in campagna con suo padre, ascoltando le canzoni di Johnny Cash e Waylon Jennings che riflettevano ciò che lo circondava. Queste influenze apparentemente disparate sono confluite nella sua musica per vent'anni, ma lui ha raramente scritto di quel capitolo della sua vita. Quando ha compiuto quarant'anni, ha iniziato a riflettere non solo sul vortice della sua vita adulta da rockstar, ma anche sugli anni formativi trascorsi nello Utah. Le idee si sono accumulate, per poi concretizzarsi nella musica che per prima gli ha insegnato l'arte della narrazione. Il tutto è culminato in “THRASHER”.

Sebbene le sonorità americana e Western si siano spesso mescolate con le tradizioni alternative nel DNA dei The Killers fin dal loro secondo album del 2006, “Sam's Town”, fino a “Pressure Machine”, Brandon Flowers ha scoperto di aver attinto a una nuova e ricca vena creativa: "Con l'età, sono tornato alla musica di mio padre - 'Country-Western' (come la chiamava lui) - e ho scoperto che le storie che racconto si sentono davvero a casa in questa splendida tradizione americana", afferma.

Gran parte di “THRASHER” è composta da canzoni scritte assumendo una sorta di personaggio, dietro cui si celano le storie degli amici e dei familiari dell’artista, dall’adolescenza fino a oggi. Il tutto è raccontato attraverso quell’equilibrio tra malinconia e ironia tipico della musica country. Sebbene ogni canzone nasca, in qualche forma, dall’amore, molte raccontano anche eventi più oscuri. “One of Us” è un tributo a un cognato scomparso improvvisamente alcuni anni fa, mentre “Miss America” rallenta il ritmo per attraversare le competizioni nei centri commerciali degli anni ’80 e arrivare fino a ricordi difficili dell’infanzia. “Plans” racconta una delle classiche parabole americane sui grandi sogni che non sono riusciti a realizzarsi, attraverso un’intima atmosfera cinematografica fatta di arrangiamenti polverosi. Allo stesso tempo toccante e ironica, “Paradise” prende spunto dalla famiglia allargata dell’artista, dal lavoro e dall’invecchiamento all’interno dell’ecosistema dei casinò di Las Vegas. I fiati mariachi e le chitarre bruciate dal sole evocano il “Red Ground” citato nel titolo, mentre “Tiger’s Blood” torna nello Utah già intravisto in “Pressure Machine”, fondendo perfettamente l’estetica ruvida di “THRASHER” con la consueta dimensione da arena rock di Brandon Flowers.

Negli ultimi momenti, “THRASHER” raccoglie tutti questi elementi nella psichedelica e visionaria “An American Dream”. Brandon Flowers ricorda sua madre mentre osserva suo padre verso la fine della sua vita, attraversa cartelloni pubblicitari che parlano di eternità, incontra Elvis a bordo di una Tesla e gli chiede se ne sia valsa davvero la pena. Sebbene abbia una natura psichedelica, il brano è disseminato di riferimenti alla vita dell’artista e rappresenta il grande finale di un album di fotografie di famiglia invecchiate e istantanee raccolte nel corso di decenni.

Alla fine, “THRASHER” è un ritratto sincero e avventuroso di tutte le persone che l’artista ha conosciuto, amato e temuto, ma anche il ritratto di un uomo che sta imparando a fare pace con sé stesso e con i luoghi, i paesaggi e i suoni che lo hanno reso ciò che è. Brandon Flowers ha inoltre annunciato le date del tour in cui canterà dal vivo “THRASHER”, che si terrà nei mesi di settembre e ottobre e toccherà il Nord America, il Regno Unito e l’Irlanda.